[3] 1 - Appio il cieco. Un altro famoso itinerario che ci è pervenuto è la Tabula Peutingeriana, che inizia già ad assumere la forma di una carta geografica, benché molto primitiva. Queste prime strade seguivano i percorsi di piste e di sentieri preesistenti e collegavano Roma con le città vicine. Fino a quel momento i romani si erano accontentati dell'acqua del Tevere e di quella piovana. Cap. Reperti preromani, romani e alto medievali, "Julia Augusta: da Aquileia a Virunum lungo la ritrovata via romana per il Noricum", La via Mediolanum-Ticinum nel quadro insediativo dell'agro mediolanense sud-occidentale, Varese e provincia: le prealpi, le valli, i laghi : ville, monasteri, castelli, Sulla strada per Angera - Viabilità terrestre ed acquatica tra Milano e la Svizzera in età romana, "La viabilità medievale nella valle del Serchio e la nascita degli hospitalia pauperum", Architettura e pianificazione urbana nell'Italia antica, L'antica via Faventina e la Flaminia minor, "A misura d'uomo. Con l'estendersi del dominio romano venne a crearsi una rete di affari che favorì l'ascesa di una nuova classe sociale imprenditoriale. [3] Le strade consolari si dividono inprincipali e secondarie e tra quelle più note che partono da Romane troviamo sette (come i colli della città) e sono (in ordine alfabetico): 1. 5 - La strada delle spezie. "I Romani posero ogni cura in tre cose soprattutto, che furono dai Greci neglette, cioè nell'aprire ... con le autostrade, perché tornino a realizzarsi concezioni simili a quelle romane. Numerose strade moderne seguono tuttora il tracciato di antiche strade consolari romane anche in Svizzera, Germania, Francia, Spagna, Grecia, Africa settentrionale e Vicino Oriente. Le principali strade consolari in Italia sono sette. Cap. TOU LINK SRLS Capitale 2000 euro, CF 02484300997, P.IVA 02484300997, REA GE - 489695, PEC: Cosi e detto chi segue una corsa ciclistica, Le unita della marina militare piatte come le portaerei, Un velluto con disegni in rilievo su fondo liscio, La razza canina che accompagnava le legioni romane, Gli uccelli che abitano la torre di londra. Nessun altro popolo in quell'epoca storica seppe eguagliare la loro capacità di scelta dei tracciati, le tecniche di costruzione e l'organizzazione di assistenza ai viaggiatori. Cap. Gli scopi principali sono ovviamente quelli militari e commerciali, non essendo ancora formato a quest'epoca il concetto di "viaggio" fine a se stesso, per diporto o per altri fini. Le principali strade consolari in Italia sono dieci: Aurelia, Cassia, Flaminia, Salaria, Tiburtina, Casilina, Appia, Emilia, Postumia, Capua-Regium, Nomentana e Prenestina. [12], Un proverbio popolare recita che "tutte le strade portano a Roma". Cisium ed essedum erano calessi di piccole dimensioni a due ruote, molto antichi; trainati da un cavallo, portavano solo due persone senza bagaglio, erano quindi adatti solamente a brevi percorsi. Via Tiburtina. La Cosmografia ravennate risale al VII secolo, ma riprende materiale di epoche precedenti. Prende il nome dall’imperatore Marco Aurelio Antonino Augusto, più noto come Caracalla. La rete viaria romana è qualcosa che sbalordisce ancora oggi: si calcola che nel periodo di massimo sviluppo erano percorribili – in Europa, Asia e Africa – circa centomila chilometri di strade costruite, controllate e curate dalle istituzioni di Roma. Esse furono costruite dagli antichi romani per trasportare merci o per favorire il passaggio di carovane e soldati. Non ci sono evidenze di toponimi numerali riferibili al primo o al secondo miglio, distanze troppo vicine alla città di riferimento per richiedere la presenza di un punto di sosta attrezzato. I ponti in legno erano usati per attraversare piccoli corsi d’acqua oppure erano ponti provvisori per scopi militari. Le strade consolari. Un sistema stradale efficiente garantiva infatti la rapidità dei movimenti delle legioni e la celerità delle comunicazioni fra Roma e il resto dell'impero. Inoltre, a differenza delle strade realizzate in precedenza, quelle romane non erano riservate al servizio dei sovrani per i loro viaggi o per lo spostamento degli eserciti e neanche per scopi commerciali: le strade romane erano pubbliche, aperte a tutti, senza esclusioni o privilegi, libere da pedaggi. [32], Per il trasporto di persone, esistevano diversi tipi di calessi e carrozze. I Romani costruirono anche strade d'alta montagna per valicare le Alpi e dirette verso le Gallie, la Rezia e il Norico. Le strade consolari romane diventate le statali italiane. In funzione di questo servizio venne organizzata una rete capillare di stazioni di posta. 2 - Il Lazio-Campania: un unico territorio. Ecco perché le strade realizzate in questo contesto sono dette vie consolari. Nel caso delle strade più antiche, la denominazione era data dal loro utilizzo prevalente: la via Salaria ad esempio è così chiamata perché vi si trasportava il sale. Testimonianze epigrafiche e letterarie, I due percorsi alpini della via delle Gallie, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Strade_romane&oldid=117136957, Errori del modulo citazione - citazioni con URL nudi, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, complessivamente 53.000 miglia (circa 80.000 km), Città dell'impero in Italia e nelle province, collegare Roma con tutte le province dell'impero. Per le altre strade, la distanza era riferita alla città di inizio della via o da un altro importante centro urbano, mentre, a differenza delle moderne indicazioni stradali, non era riportata la distanza ancora da coprire per raggiungere la meta. Inizialmente i corrieri erano militari, più tardi vennero sostituiti da liberti e anche da schiavi. I ponti venivano costruiti in legno o in pietra, a seconda delle necessità e delle possibilità di approvvigionamento o economiche. Nell'Impero Romano esistevano due servizi postali, uno pubblico e uno privato. Tutte le strade portano a Roma! La Via Flaminia è la strada consolare romana che collega Roma a Rimini e che oggi nel tratto Roma-Fano … Nella costruzione dei ponti in pietra, che utilizzavano l'arco come struttura di base, i Romani rivelarono una grande capacità costruttiva. [8], Mentre le "viae publicae" erano generalmente lastricate (viae silice statae), le strade secondarie potevano essere pavimentate o meno, ad esempio con solo uno strato di ghiaia o sassi: in questo caso venivano chiamate viae glareatae. Nel I secolo, al tempo di Vespasiano, lungo la via Flaminia venne scavata la galleria del Furlo.[3]. [3] Mancavano solo due cose: l'acqua e le strade. La viabilità romana costituì il più efficiente e duraturo sistema stradale dell'antichità, che consentì di portare la civiltà romana in contatto con le genti più diverse che popolavano il mondo allora conosciuto. Le strade romane Lungo i fiumi La rete stradale propriamente detta nasce, in Abruzzo come nel re-sto d'Italia, con i Romani. Come anticipato, le strade romane hanno origine dal Foro Romano, situato nei pressi del Tempio di Saturno. [34] Molte strade moderne ancora seguono il tracciato di quelle romane o, pur con un percorso leggermente diverso, ne riprendono la denominazione. L’antica Etruria romana, la VII regio secondo la compartimentazione di età augustea, era percorsa da un reticolo di strade assai importanti che garantivano il collegamento con i territori a nord di Roma, con le Gallie, con il mare Adriatico fino ai porti di Spina e Ravenna, con la via Aemilia e con la Liguria. I tabellarii portavano un caratteristico cappello in pelle a larghe tese, chiamato petasus per ripararsi dal sole e dalla pioggia. L'Itinerarium Provinciarum Antonini Augusti (Itinerario antonino) risale all'inizio del III secolo. [20][21][22], Un altro toponimo, in questo caso non numerale, derivato dall'uso delle pietre miliari, presente nel nord Italia ed in particolare nel milanese, è "Pilastro" o "Pilastrello", riferito a cascine o chiesette campestri sorte in corrispondenza delle colonne miliari di antiche strade romane.[23]. Simile alla raeda era la carruca, antenata delle diligenze usate per il trasporto pubblico molti secoli dopo, che portava fino a sei persone ed era coperta da un tendone, probabilmente in pelle; anche il posto del conduttore era protetto dalle intemperie. I migliori avevano dei simboli per le città, per le stazioni di sosta, per i corsi d'acqua e così via. La parola più votata ha Si stima che alla massima espansione dell'impero i percorsi stradali principali si sviluppassero complessivamente per 53.000 miglia (circa 80.000 km), ripartiti fra 29 strade che si irradiavano da Roma verso l'Italia e altre che toccavano tutti i territori dell'Impero. Le antiche strade romane rivisitate come se fossero una mappa della metropolitana. Per i comuni viaggiatori, a cui non era permesso alloggiare nelle mansiones, presso i punti di sosta sorsero delle locande private, le tabernae, locali a basso costo, spesso poco raccomandabili. Le leggi delle Dodici tavole, datate attorno al 450 a.C., specificavano le caratteristiche dimensionali delle strade, stabilendo che la larghezza non fosse inferiore a otto piedi (2,1 m) nei tratti rettilinei e di sedici (4,2 m) nelle curve[4][7] e per la prima volta indicavano diritti e limitazioni per il loro utilizzo. La Tabula Peutingeriana è una copia medioevale in pergamena di una mappa romana che mostra le vie militari dell'impero. Talvolta sono stati ritrovati itinerari riportati sugli oggetti più disparati, come le celebri Coppe di Cadice (detti anche bicchieri di Vicarello), quattro coppe d'argento trovate nel 1852 nei pressi di Vicarello (Bracciano) durante gli scavi per la costruzione di una casa, che portano incisi i nomi e le distanze delle stazioni fra Cadice e Roma. [3], Le gallerie, chiamate con voce greca latinizzata cryptae, vennero realizzate soprattutto per scopi militari, come la cosiddetta grotta di Cocceio (o grotta della Pace), fatta aprire da Marco Vipsanio Agrippa per creare un collegamento fra la base navale d'Averno e il lido di Cuma, al tempo della guerra fra Ottaviano e Sesto Pompeo, e la Crypta Neapolitana aperta nella collina di Posillipo per collegare Napoli a Pozzuoli, descritta da Seneca e - molti secoli dopo - da Alexandre Dumas nel Corricolo. Le strade consolari sono le vie di comunicazione dell' Impero romano fatte costruire per volere dei consoli, sia per scopi militari che per ragioni economiche. I Romani compresero che una viabilità efficiente era uno strumento imprescindibile per la loro espansione territoriale e, una volta consolidato il loro dominio, una condizione necessaria per il suo mantenimento. Fioriva la Repubblica.